Presentazione della Settimana Santa: nessun processo mediatico. Il monsignore imputato per falsa testimonianza faccia i conti con la sua coscienza, da appartenente alla Chiesa di Cristo

Il movimento “Non accetto prediche da chi copre un abuso” ringrazia gli avvocati di Vincenzo Murgano per avere dato l’opportunità ai lettori, negli articoli pubblicati, di fare emergere lo sdegno e la vergogna che provoca questa vicenda ad Enna e non solo. Non dovremmo ricordare agli avvocati, ma lo facciamo, che un movimento spontaneo, non necessita di costituzioni e forme giuridiche. Chi siamo lo sanno tutti. Ci abbiamo messo la faccia varie volte. Siamo persone perbene indignate da quello che succede nella nostra città e nella diocesi di Piazza Armerina. Dopo la pubblicazione del fantasioso comunicato che si appella a sofismi giuridici, dimenticando che da parte nostra si chiede soltanto coerenza etica e morale, vorremmo ricordare che il 26 maggio Murgano e il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana dovranno sedersi davanti ad un giudice, in un aula del tribunale di Enna per rispondere di falsa testimonianza. Supportato e protetto dalle confraternite, dal collegio dei rettori e adesso anche dall’amministrazione comunale, ormai è chiaro che Murgano pretende di portare la Spina Santa in processione. Con quale cuore terrà quella croce, simbolo della nostra amatissima processione del Venerdì Santo e della passione di Cristo?
Nel loro maldestro tentativo di minimizzare la vicenda, i legali dimenticano che qua non si processa nessuno. Si chiede un atto di coerenza morale. Macché processo mediatico. Abbiamo chiesto, con il garbo che contraddistingue da sempre il nostro operato, un passo indietro al monsignore, forte della sua presunzione di innocenza, come scrivete voi, ma impresentabile dal punto di vista etico e morale. Non una parola di conforto, di ammenda è stata da lui mai espressa nei confronti delle vittime. Il ruolo del pastore è quello dell’accoglienza e, in primo luogo, dell’esempio (di umiltà e servizio), non certo quello di impuntarsi nel voler partecipare ad una processione Santa, snaturata quest’anno a “sfilata” per la sua inopportuna presenza. Nessuno vuole disturbare la processione del Venerdì Santo: è già fortemente disturbata dalla presenza di un imputato per falsa testimonianza in un processo per abusi sessuali su minori. Il problema qua non è un movimento di persone che dà voce alla città e chiede onestà e trasparenza, né la vittima che ha denunciato e alla quale Enna deve dire grazie per avere bloccato un sacerdote che avrebbe continuato a distruggere adolescenti. Il problema è il monsignore che, perdendo il senso di realtà e di carità cristiana, dichiara attraverso i suoi legali di credere nell’operato dei magistrati, ma dimostra di non aderire al dettato di Gesù Cristo, di un vescovo che vede disertare giornalmente le chiese, ormai abbandonate dai fedeli, e non ha mai fatto un atto di ammenda per quello che ha fatto e detto.
Cari avvocati, sappiamo che è il vostro lavoro, ma credeteci, vi state arrampicando, e anche male, sugli specchi per difendere una persona, un prelato, un religioso che, all’epoca dei fatti, era il referente della diocesi per la tutela dei minori e che a quanto pare, dato il suo rinvio a processo, ha taciuto, mentito e aiutato il sacerdote condannato per violenza sessuale aggravata a danno di minori, piuttosto che mettersi accanto alle vittime.
Il movimento Non accetto Prediche da Chi copre un Abuso